Lo sportello di orientamento legale promosso dalla clinica legale “I diritti dei senza fissa dimora e dei migranti” del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia e realizzato nell’ambito del Programma Su.Pr.Eme. 2, costituisce un’attività formativa rivolta agli studenti del corso di laurea magistrale, finalizzata a coniugare la preparazione teorica con l’esperienza pratica del diritto.
Il progetto didattico si fonda sul metodo clinico-legale, che prevede l’apprendimento del diritto attraverso l’analisi e la trattazione di casi concreti, sottoposti agli studenti dai lavoratori migranti che si rivolgono alle associazioni del territorio convenzionate con la Clinica.
Il percorso si articola in una prima fase di formazione in aula, nel corso della quale gli studenti acquisiscono i fondamenti del metodo clinico e approfondiscono la conoscenza dei destinatari delle attività, anche attraverso il confronto diretto con i rappresentanti delle associazioni convenzionate. La formazione prosegue con lo studio delle prestazioni assistenziali a sostegno del reddito, della disciplina dell’ingresso dei cittadini migranti e della protezione internazionale, nonché con esercitazioni nella redazione di atti. Completano il programma seminari tematici e incontri con professionisti impegnati nella tutela delle persone in condizione di marginalità. La dimensione applicativa della formazione è stata ulteriormente rafforzata attraverso attività di tutoraggio e incontri specialistici di scrittura giuridica, funzionali a preparare gli studenti alla gestione dei casi affrontati negli sportelli.
Alla formazione viene affiancata l’attività di sportello, svolta dagli studenti con la collaborazione di avvocati e tutor di alcune realtà del territorio convenzionate con il Dipartimento di Giurisprudenza: ANOLF CISL, Avvocato di Strada, Caritas Diocesana Foggia-Bovino, Caritas Diocesana Cerignola-Ascoli Satriano, Coop. MedTraining, Fondazione Emmaus e FLAI CGIL. La collaborazione con tali realtà non assolve soltanto una funzione organizzativa, ma costituisce una componente essenziale del metodo della Clinica, consentendo di mettere in relazione formazione universitaria, competenze professionali e conoscenza diretta dei bisogni che emergono sul territorio.
Le richieste che gli studenti si sono trovati ad affrontare riguardano, tra l’altro, il rinnovo dei permessi di soggiorno, le difficoltà di accesso all’alloggio e la definizione di pratiche amministrative. L’esperienza ha consentito loro di sviluppare competenze essenziali per l’esercizio della professione legale quali l’ascolto della persona, la ricostruzione puntuale dei fatti quale presupposto per l’individuazione delle soluzioni giuridiche, la comprensione del rapporto tra il dato normativo e le condizioni concrete di vita dei destinatari.
In tale percorso si colloca l’attività svolta negli insediamenti informali, che rappresenta la forma più avanzata di presenza della Clinica sul territorio, in contesti caratterizzati da condizioni di marcata vulnerabilità. La scelta di svolgere una parte delle attività direttamente negli insediamenti informali risponde all’esigenza di avvicinare l’accesso all’informazione e all’orientamento giuridico ai luoghi nei quali le condizioni di vulnerabilità risultano maggiormente concentrate e nei quali, per ragioni economiche, logistiche o amministrative, l’accesso ai servizi ordinari può risultare particolarmente difficoltoso. In particolare, nel mese di luglio e di settembre 2026, in continuità con quanto avviene ogni anno nel periodo estivo, la Clinica ha svolto attività di consulenza e orientamento legale negli spazi dell’ex pista di Borgo Mezzanone.
L’insediamento, situato nel territorio del Comune di Manfredonia lungo la pista dell’aeroporto militare dismesso e in prossimità dell’ex C.A.R.A., costituisce, insieme a quello di Torretta Antonacci, uno dei due principali insediamenti informali della Capitanata. Vi risiedono lavoratori migranti occupati prevalentemente nel settore agricolo, il cui numero aumenta in misura significativa durante la stagione estiva della raccolta: secondo le stime disponibili, le presenze negli insediamenti della provincia passano da circa 2.000 nei mesi invernali a 6.500 in quelli estivi. Le abitazioni sono costituite in larga parte da baracche e manufatti precari, privi di adeguati servizi idrici, elettrici e igienico-sanitari. La distanza dai centri abitati determina, inoltre, una condizione di dipendenza dei residenti da quanti offrono trasporto e occasioni di lavoro, favorendo il ricorso all’intermediazione illecita.
La presenza della Clinica negli spazi dell’ex pista di Borgo Mezzanone ha consentito di estendere le attività di orientamento e consulenza legale a un contesto caratterizzato da condizioni di particolare vulnerabilità sociale e lavorativa. In collaborazione con la FLAI CGIL di Foggia, studenti e operatori legali hanno svolto colloqui individuali con gli abitanti dell’insediamento, finalizzati all’ascolto delle situazioni rappresentate, alla ricostruzione delle singole vicende e all’individuazione degli strumenti di tutela esperibili. Gli sportelli si sono tenuti negli spazi della sede che la FLAI CGIL mantiene stabilmente all’interno dell’insediamento. Il presidio, noto ai residenti, ospita una bacheca sindacale multilingue e un corso di lingua italiana; il rapporto di fiducia consolidato con la comunità ha agevolato l’accesso delle persone ai colloqui.
Nel corso delle attività territoriali sono emerse anche situazioni di persone prive di un titolo di soggiorno in corso di validità, per le quali l’attività della Clinica ha assunto prevalentemente una funzione di primo ascolto, informazione e orientamento rispetto ai possibili percorsi di tutela e ai servizi competenti. Le richieste pervenute hanno riguardato principalmente i percorsi di regolarizzazione, l’accesso al lavoro e ai servizi, nonché ulteriori profili giuridici e sociali connessi alla condizione di vulnerabilità dei migranti. Tra le situazioni più ricorrenti nel corso di quest’anno si segnala quella di lavoratori entrati regolarmente in Italia con nulla osta e visto per lavoro subordinato, i quali non hanno potuto perfezionare l’assunzione a causa dell’irreperibilità del datore di lavoro o del rifiuto di quest’ultimo di sottoscrivere il contratto di soggiorno.
Le questioni emerse mostrano come la vulnerabilità giuridica e quella lavorativa siano frequentemente intrecciate. La precarietà della posizione amministrativa, l’assenza di un contratto formalizzato, la difficoltà di accesso ai servizi e la dipendenza da intermediari possono infatti concorrere a collocare il lavoratore in una condizione di particolare esposizione al lavoro irregolare e allo sfruttamento. In questa prospettiva, l’orientamento legale assume anche una funzione preventiva, perché consente di rendere più riconoscibili le situazioni di rischio e gli strumenti di tutela disponibili. Oltre alla consulenza sui singoli casi, gli sportelli hanno svolto una funzione di informazione e sensibilizzazione in materia di diritti dei lavoratori. La conoscenza dei propri diritti e degli strumenti per farli valere costituisce, infatti, un primo e rilevante presidio di prevenzione delle situazioni di sfruttamento.
