Su.Pr.Eme. 2 al Clementina Festival di Corigliano-Rossano

Contrastare lo sfruttamento in agricoltura, riconoscere le forme di irregolarità e promuovere filiere che tutelino insieme lavoratori e imprese: questi i temi al centro della tavola rotonda «Coltiviamo rispetto. Raccogliamo dignità. La nostra terra, il nostro valore», inserita nel programma del Clementina Festival 2026. L’incontro, dedicato al contrasto al caporalato e alla tutela dei lavoratori nel settore agricolo, si è svolto il 25 ottobre scorso a Corigliano-Rossano.

La Piana di Sibari rappresenta un territorio di primaria importanza per la produzione agricola calabrese. La valorizzazione delle sue eccellenze richiede, accanto alla qualità del prodotto, un impegno concreto per la qualità del lavoro e per il rispetto dei diritti lungo tutta la filiera. Su queste questioni si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni, del Terzo Settore, del mondo sindacale e delle realtà impegnate nella promozione di modelli produttivi etici.

Particolare attenzione è stata dedicata al cosiddetto «lavoro grigio»: situazioni in cui un rapporto formalmente regolare può nascondere giornate non dichiarate, retribuzioni inferiori a quelle dovute, straordinari non riconosciuti o altre violazioni delle tutele contrattuali. Sono irregolarità meno visibili del lavoro sommerso, ma che possono incidere profondamente sulle condizioni di vita dei lavoratori. Il tema è stato richiamato, tra gli altri, negli interventi di Ivan Sagnet, presidente di No Cap, e dell’assessore comunale Gianluca Madeo.

Dal riconoscimento delle criticità, il confronto si è spostato sulle risposte già attive sul territorio. Piero Caroleo, per la Cooperativa Sociale Promidea, ha richiamato il valore del programma Su.Pr.Eme. 2 e dell’esperienza del Polo Sociale Integrato di Corigliano-Rossano. La strategia di contrasto allo sfruttamento non si esaurisce nei controlli e nella repressione delle condotte illecite: richiede anche servizi accessibili che riducano la dipendenza dei lavoratori da forme di intermediazione irregolare.

In questa prospettiva assumono rilievo le attività di prossimità e di ascolto, l’orientamento ai servizi, l’accompagnamento all’abitare, il sostegno alla mobilità e i percorsi di protezione e autonomia. Sono strumenti che affrontano bisogni strettamente collegati: accesso al lavoro regolare, disponibilità di un alloggio dignitoso e trasporto sicuro verso i luoghi di lavoro. Su.Pr.Eme. 2 punta a rafforzare il raccordo tra servizi pubblici, enti del Terzo Settore e altri soggetti della rete territoriale.

Giannantonio Ricci, intervenuto per il consorzio Giuste Terre, ha contribuito al confronto sulla promozione di filiere etiche e di opportunità di lavoro regolare. La discussione sulle filiere richiama anche la responsabilità dei diversi attori economici, dalla produzione alla distribuzione: valorizzare il prodotto significa promuovere condizioni commerciali e organizzative compatibili con il rispetto dei contratti e con la tutela delle persone impiegate nelle campagne.

Il ricercatore Maurizio Alfano ha delineato prospettive future e direttrici di ricerca; Paolo Cretella, segretario organizzativo regionale della UIL, ha portato il contributo del mondo sindacale. A moderare gli interventi è stato il giornalista Antonio Felice di Omnibus.

Dal confronto è emersa l’esigenza di rendere stabile la collaborazione fra istituzioni, servizi pubblici, organizzazioni sindacali, imprese e realtà sociali. Una rete efficace non si limita alla sottoscrizione di accordi: deve rendere possibile l’individuazione tempestiva delle situazioni di vulnerabilità e l’accompagnamento delle persone verso percorsi di tutela e autonomia.

Il messaggio dell’incontro è che la qualità delle eccellenze agricole della Piana di Sibari non può essere separata dalla qualità del lavoro e dalla dignità delle persone che contribuiscono a realizzarle.