Dalla ripresa dei lavori del Tavolo Regionale di Contrasto al Caporalato (TRcC) al consolidamento dei servizi di accoglienza e tutela per i lavoratori migranti, il percorso avviato negli ultimi mesi segna un passaggio verso una strategia più strutturata e condivisa. Coordinamento istituzionale, ascolto dei territori, gestione ordinaria dei centri e sviluppo di percorsi di inclusione delineano un quadro in evoluzione, orientato al superamento dell’emergenza e al rafforzamento del sistema regionale.
Dopo una fase iniziale segnata da urgenze operative e da un inevitabile scostamento temporale, il Tavolo Regionale di Contrasto al Caporalato è entrato nel vivo. A Potenza si sono svolti due incontri dedicati all’ascolto dei territori e delle parti sociali, con l’obiettivo di condividere azioni concrete per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini stranieri impiegati in agricoltura. In questo percorso, lo staff di Nova ha affiancato costantemente la Regione e il team tecnico di Meridiana, supportando la definizione degli strumenti necessari all’avvio e all’implementazione delle azioni previste. Un lavoro che si è intrecciato anche con il Tavolo tematico dedicato alla formazione e all’inserimento lavorativo, attivato a settembre e ottobre, con il coinvolgimento di Alsia e Arlab, in coerenza con il documento programmatico regionale.
Parallelamente, il Centro di accoglienza per lavoratori migranti dell’Alto Bradano a Palazzo San Gervasio gestito dal Consorzio Officine Solidali, di cui fa parte ARCI Basilicata, con la Cooperativa Sociale VIDA come ente mandante, ha attraversato una fase di maturazione decisiva. Superata l’urgenza dell’apertura e del potenziamento degli spazi – culminata nei mesi estivi con la gestione di oltre 370 ospiti – il periodo più recente ha consentito di osservare il sistema nel suo funzionamento ordinario. Le foresterie, i servizi di mediazione, la mobilità verso i luoghi di lavoro e le prime azioni di empowerment sono stati messi alla prova nella quotidianità, evidenziando criticità strutturali ma anche una crescente capacità di risposta.
La gestione delle foresterie si è progressivamente stabilizzata, garantendo accoglienza, sicurezza e ordine in un contesto complesso e soggetto a forti oscillazioni stagionali. Il presidio di mediazione linguistica e interculturale si è consolidato come vera infrastruttura relazionale del centro, fondamentale per l’accesso ai servizi sanitari, per la convivenza e per l’orientamento lavorativo. Sul fronte della mobilità, il servizio di trasporto ha assicurato migliaia di spostamenti in sicurezza, sottraendo i lavoratori a soluzioni informali e rischiose e contribuendo a mappare in modo puntuale la geografia del lavoro agricolo nell’area.
Particolarmente significativa è stata l’evoluzione dell’area empowerment: attraverso colloqui individuali e bilanci di competenze è emerso un quadro realistico delle aspirazioni e dei limiti dei lavoratori stagionali. Non promesse astratte, ma percorsi concreti, calibrati sulle condizioni effettive delle persone e supportati da contesti reali di apprendimento messi a disposizione dai partner del progetto.
I Poli sociali della Basilicata non sono ancora pienamente operativi e si trovano attualmente nella fase di coprogettazione, un passaggio necessario per definirne funzioni, modalità di intervento e integrazione con i servizi territoriali. L’avvio è tuttavia imminente, così come nel Metapontino partirà a breve il centro di accoglienza gestito dalla Cooperativa La Mimosa, individuato in due strutture nel comune di Tursi, nel Materano, che rafforzerà il sistema regionale di accoglienza.
Nel complesso, il lavoro svolto negli ultimi mesi segna un passaggio chiave: dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di un sistema più solido, capace di leggere il territorio, adattarsi ai cambiamenti e porre basi credibili per politiche di inclusione, dignità del lavoro e contrasto strutturale al caporalato.
