Il MediaLab fa tappa a Matera

Raccontare le migrazioni e lo sfruttamento lavorativo significa confrontarsi con realtà complesse, storie spesso poco conosciute e condizioni che rischiano di rimanere ai margini del dibattito pubblico. Per restituirne una rappresentazione fedele è necessario andare oltre i luoghi comuni, approfondire i contesti, verificare le informazioni e dare spazio alle voci delle persone direttamente coinvolte. È questa la sfida al centro del MediaLab di Su.Pr.Eme. 2, il percorso di formazione rivolto a giornalisti e giornaliste, professionisti della comunicazione, operatori sociali, funzionari pubblici e studenti, nato per promuovere una narrazione delle migrazioni, dello sfruttamento lavorativo e del caporalato più consapevole, corretta e inclusiva.

Dopo le prime tappe di Catanzaro e Palermo, il MediaLab arriva a Matera il 12 e 13 novembre, nella Sala consiliare della Provincia, per due giornate dedicate all’approfondimento, al confronto e alla sperimentazione di nuovi strumenti di comunicazione. Al centro, la conoscenza dei fenomeni migratori, il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, con un focus sul ruolo e la responsabilità di chi questi fenomeni li racconta.

Conoscere per raccontare: comprendere il fenomeno dello sfruttamento e del caporalato

Dopo i saluti istituzionali e una breve esercitazione introduttiva, la prima giornata di formazione si concentrerà sull’analisi del caporalato e delle sue connessioni con le dinamiche migratorie, per poi esplorarne le manifestazioni a livello locale e illustrare i servizi e gli strumenti di intervento disponibili. Gli approfondimenti curati da Francesco Damiano Portoghese e Camilla Pangallo, esperti del Centro Studi e Ricerche IDOS, forniranno ai partecipanti le informazioni necessarie a focalizzare i fenomeni analizzati con precisione, consapevolezza e attenzione al contesto. Specifica attenzione sarà dedicata al coinvolgimento attivo dei partecipanti, tramite momenti di esercitazione e giochi didattici.

Uno spazio specifico sarà dedicato al quadro normativo, ai percorsi di tutela e alle possibilità di fuoriuscita dalle situazioni di sfruttamento, con gli interventi di Silvia Rizzo e Francesco Sicilia, consulenti anti-tratta. Completerà la giornata di formazione il confronto con Giovanni Ferrarese, autore del volume Il caporalato. Una storia (Carocci, 2026), che offrirà ulteriori strumenti di interpretazione per leggere il fenomeno nella sua evoluzione storica e sociale, superando narrazioni riduttive e rappresentazioni stereotipate.

Notizie senza voce: dalla riflessione alla pratica

La seconda parte del MediaLab sposterà l’attenzione sul ruolo dell’informazione e sulla responsabilità del giornalismo nella rappresentazione delle persone migranti e delle condizioni di sfruttamento lavorativo.

Il modulo “Notizie senza voce. Sfruttamento lavorativo, caporalato e ruolo del giornalismo” partirà da un dato particolarmente significativo: la scarsa attenzione che i media dedicano alla voce dei diretti protagonisti delle dinamiche di sfruttamento. Gli interventi mireranno quindi a fornire le indicazioni e gli strumenti più adatti a favorire l’emersione di esperienze e punti di vista ad oggi esclusi dalla narrazione mediatica, puntando sul ruolo di giornalisti e operatori del settore per restituire spazio e visibilità alle persone direttamente coinvolte. Saranno queste alcune delle questioni al centro del confronto con Paola Andrisani, Paola Barretta, Anna Pozzi e Salvatore Lucente, per approfondire criticità, responsabilità e opportunità del racconto giornalistico.

L’attenzione si concentrerà anche sul nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, con un approfondimento sull’articolo 14, dedicato alle persone migranti e rifugiate. Un passaggio fondamentale per riflettere sui principi etici che devono orientare il lavoro dell’informazione e sulla necessità di adottare un linguaggio puntuale e consapevole.

Il percorso non si fermerà all’analisi e al confronto teorico. Nel pomeriggio i partecipanti saranno coinvolti in un laboratorio con Salvatore Lucente e Anna Pozzi, che si occupano di migrazioni e sfruttamento lavorativo. Un momento di lavoro condiviso per mettere a confronto esperienze professionali, strumenti e modalità di racconto, sperimentando approcci e pratiche capaci di tradurre le conoscenze acquisite in competenze concrete.

Perché raccontare meglio significa conoscere di più e dare spazio a una pluralità di voci, prospettive ed esperienze.

Il programma completo è disponibile a questo link per la consultazione.

È ancora possibile iscriversi alla formazione compilando il modulo online al seguente link: SuPrEme 2: MediaLab – Modulo di iscrizione – Compila modulo. Ulteriori informazioni e approfondimenti nella pagina dedicata o scrivendo alla mail medialab@supremeitalia.org.

Dopo Matera, il MediaLab proseguirà il suo itinerario con le tappe di Napoli (19 e 20 novembre) e Bari (26 e 27 novembre).